Il Contesto Italiano
Tra il 2015 e il 2016, se non si considera il programma di relocation, in Italia non ci sono state grosse novità.
Al contrario, tra il 2017 e il 2018 il legislatore ha approvato due riforme di portata rilevante nella legislazione su immigrazione e asilo e mutato l’approccio al contrasto dell’immigrazione irregolare e ai rapporti con le autorità libiche.
Lo strumento prescelto per la riforma della normativa è stato il decreto legge, basato sulla presunta emergenza immigrazione e, nonostante i due atti appaiano in continuità, tuttavia sono stati proposti da esponenti di due esecutivi diversi che dovrebbero far riferimento a distinte aree politiche.
Sempre nel 2017, il Parlamento ha approvato una Legge particolarmente innovativa in materia di minori stranieri non accompagnati (MSNA).
LA LEGGE 46/2017
Il 17/2/2017 è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto legge 13/2017 “recante disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale” (o decreto Minniti – Orlando, rispettivamente dal Ministro dell’Interno e dal Ministro di Grazia e Giustizia del Governo Gentiloni), successivamente convertito in Legge.
Per velocizzare l’esame delle domande di protezione internazionale il decreto ha previsto l’assunzione di nuovi esperti a supporto della Commissioni territoriali per il riconoscimento del diritto di asilo e la creazione di 26 sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione speciale e libertà di circolazione dei cittadini comunitari presso i Tribunali ordinari in cui hanno luogo anche le Corti di appello.
Relativamente alle Commissioni territoriali, con decreto 220/2017, il Ministero dell’Interno ha disposto la modifica della loro composizione: al posto del rappresentante delle forze dell’ordine e dell’ente locale ci sono due nuove membri esperti in materia e assunti tramite concorso.
L’ABOLIZIONE DEL GRADO DI APPELLO NELLE CONTROVERSIE IN MATERIA DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE
Un punto che ha destato particolari perplessità è quello che abolisce il grado di appello per le controversie in materia di protezione internazionale. Chi ha presentato domanda di asilo successivamente all’entrata in vigore del decreto 13/2017 oltre all’audizione presso la Commissione territoriale, può avvalersi del ricorso in Tribunale e per Cassazione. Non è più possibile, quindi, beneficiare dei tre gradi di giudizio che il nostro ordinamento riconosce nella maggior parte dei processi.
DAI CIE AI CPR E ALLUNGAMENTO DEI TERMINI PER IL TRATTENIMENTO
Il termine massimo di trattenimento nei nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio o CPR (ex Centri di identificazione ed espulsione o CIE) per gli stranieri in condizione di soggiorno irregolare che abbiano scontato un periodo di detenzione pari ad almeno 90 giorni passa da 30 a 45 giorni (30 + 15) in caso di particolare complessità del caso.
E’ stata estesa la possibilità di confermare il trattenimento anche nel caso in cui una persona già all’interno del CPR per l’esecuzione di un respingimento differito manifesti volontà di presentare domanda di protezione. Questa disposizione è analoga a quella preesistente e relativa all’esecuzione dell’espulsione, ritenendo la domanda di asilo pretestuosa e presentata al solo scopo di ritardare l’allontanamento dello straniero.
In questo senso, quindi, l’attività di informativa sui diritti e doveri dei richiedenti asilo nei centri hotspot dopo il salvataggio in mare diventa dirimente e fondamentale.
LA NATURA GIURIDICA DEGLI HOTSPOT
Nel decreto per la prima volta si fa menzione dei centri hotspot, fino al quel momento privi di un’adeguata copertura legislativa.
Anche in questo caso, però, la normativa risulta scarna e inadeguata. Si prevede, infatti, che lo straniero destinatario di operazioni di salvataggio o rintracciato in posizione di soggiorno irregolare sia trasferito negli hotspot.
Qui, se lo straniero rifiuta di sottoporsi ai rilievi foto-dattiloscopici viene condotto presso un CPR per 30 giorni, previa convalida dell’autorità giudiziaria.
Questa previsione fa chiaramente emergere la funzione degli hotspot come luoghi di identificazione e trattenimento, situazione di fatto già evidenziata nel corso nel 2015 e del 2016 pur in assenza di previsioni formali.
Inoltre, è introdotta una nuova ipotesi di rischio di fuga (la volontà di non sottoporsi a identificazione, appunto), che legittima il trattenimento nei CPR.
LA LEGGE 47/2017
La c.d. legge Zampa (dal nome della parlamentare Sandra Zampa, prima firmataria) si occupa di offrire maggiori tutele ai MSNA presenti in Italia, che siano richiedenti asilo o meno.
Ribadisce innanzitutto il divieto assoluto di respingimento del MSNA.
Il periodo di permanenza del minore nelle strutture dedicate si riduce da 60 a 30 giorni e l’identificazione deve avvenire in 10 giorni. Successivamente, è previsto l’inserimento nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR).
L’accertamento della minore età, punto particolarmente controverso e criticato nel passato, finalmente viene disciplinato in maniera puntuale. E’ prevista una procedura in cui l’esame socio-sanitario costituisce l’extrema ratio (si valutano in prima battuta le dichiarazioni dell’interessato e documentazione esibita) e deve essere svolto da un’equipe multidisciplinare, nel più assoluto rispetto della dignità del minore e, eventualmente, delle sue esigenze di protezione internazionale.
Infine, la Legge introduce nel nostro ordinamento nazionale la figura dei tutori volontari: privati cittadini che, dopo aver frequentato e superato appositi corsi di formazione, diventano responsabili legali in seguito alla nomina da parte del giudice del Tribunale per i minori.
LA LEGGE 132/2018
Dopo le elezioni politiche del 2018, il nuovo Ministro dell’Interno è il senatore Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che ormai da anni ha preso una posizione decisa contro l’immigrazione e l’attività SAR nel mar Mediterraneo.
Il decreto emanato dal nuovo Ministro, ribattezzato decreto sicurezza, si basa sull’ormai consolidato binomio immigrazione/sicurezza, nel senso che ad un aumento quantitativo della prima corrisponde necessariamente un abbassamento qualitativo della seconda.
Questo approccio ha caratterizzato anche l’attività del Ministro Minniti e si pone come una logica prosecuzione del suo operato in termini di approccio restrittivo alla materia e compressione graduale dei diritti.